Versailles – Vladimir Majakovskij

Da questo
strada,
affrettandosi al palazzo,
innumerevoli Louis
scosso
in seta
caretz dorato
teles
dieci poods.
E le cosce
loro
agitando le bacchette,
su di essa,
La marsigliese cantata,
sputare sulla corona,
perdere i pantaloni,
sfuggito
da Parigi
Capet.
ora
su di essa
gay Parigi
unità
scattering automatico, -
scarafaggi,
rentier, calcolo del profitto,
americani
ed io.
Versailles.
Il primo grido:
"Le femmine vivevano bene!»
Palazzi
per mille camere da letto e un ingresso -
e in ciascuno
e un tavolo
e letto.
Di tale
secondo
e non puoi costruire -
almeno una vita intera
rubare!
E dietro il palazzo,
e qui
e lì,
in modo che vivano
была
fresco,
stagni,
fontane,
e ancora stagni
con fontana
di rospi di rame.
In giro,
nell'incoraggiamento
modi gentili,
traccia
pieno di statistiche -
Apollo ovunque,
e questi
Venere
senza braccia, -
così intero.
Così -
alloggi
per i loro Pompadour -
Grand Trianon
e piccolo.
Giusto qui
Pompadour
portato sotto la doccia,
giusto qui
camera da letto pompadour.
Guardo la vita -
fratello, come non nuovo!
Bellezza -
già esaurendo lo spirito!
come
влип
in acquerello Benoit,
a certi
rima Akhmatova.
Ho esaminato tutto,
cose incoraggiate.
Di tutti
bellezza di questo
me
maggior parte
mi è piaciuto il crack
sul tavolo
Antonietta.
In lui
rivoluzione della baionetta
cuneo
guidavo,
ballando al canto,
quando
sansculottes
trascinato
sul patibolo
Regina.
guardo,
ma ancora -
video invidiabili!
Giardini invidiabili -
in rose!
Fretta
cultura
la stessa marca,
ma nel nuovo,
machine p_o_wave!
Ai musei
questi
baracche b spazzare!
Qui sarebbe -
acciaio
e vetro
palazzo operaio
milionesima capacità, -
tale,
in modo che l'occhio faccia male.
tutto,
ancora avendo
buoni
e monete,
a tutti i re -
ancora disponibile -
nell'edificazione:
dalla ghigliottina del cielo,
La testa di Antonietta,
солнце
lanciato
morire sugli edifici.
Sfocato
Oppure p
e folla di castagne,
leggermente
mucchio di foglie.
trasparente
sera
cappuccio celeste
chiuso
Museo Versailles.
[1925]

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Anna Achmatova